Muri da ricostruire

Sorpresa inaspettata e perciò tanto più gradita nella cassetta della posta. A volte accade di non trovare solo i buoni per lo shampoo (di cui d’altronde da tempo non ho ragione di fruire) o sconti su cibi proteici per cani.

È accaduto che appena lo scorso sabato avessi fatto un regalo per me consueto a un’amica che aveva trovato il tempo di incontrarmi mentre era nel mezzo di una corsa forsennata da una parte all’altra della regione dietro questioni di famiglia. Le avevo regalato un libro, perché sapevo che avrebbe apprezzato e perché in tempi non sospetti aveva parlato di questo titolo.

Ecco, è successo che mercoledì scorso lei abbia ricambiato con qualcosa di molto, molto più prezioso: IL SUO libro, le sue immagini, la sua prospettiva, e in ultimo le sue emozioni e la sua anima. Tra le pagine profumatissime (e devo ancora capire da cosa emana questo odore pastoso e buono) ha impresso un bello misterioso incrostato e graffiato nelle pietre e nei muri, ha puntato l’occhio sulle forme, le strie, i colori che rendono superfici inanimate e solo all’apparenza tutte uguali, uniche come impronte digitali.

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E pensare che lei e la sua famiglia, di Camerino, adesso passano le notti lontane dai “loro” muri, in un centro d’accoglienza allestito dalla protezione civile. Non perché la loro casa sia danneggiata, per fortuna, ma perché “di notte ci sentiamo più sicuri insieme agli altri e ci teniamo compagnia” mi ha raccontato quel sabato – lei troppo di fretta anche per un caffè. Nella sua via solo la sua casa e quella dirimpetto sono rimaste integre, mentre intorno “sembra una città bombardata”. E si preoccupava che con l’acquazzone che stava venendo giù, le abitazioni squarciate dei vicini sarebbero state anche invase dalla pioggia.

Non mi ha regalato un oggetto, mi ha donato una prospettiva.

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Pensare oggi ai muri che anziché dividere proteggono, conservano e contengono, custodiscono vite e sogni, sicurezze e speranze, mi sembra un dovere per tutti quelli che hanno il potere di fare qualcosa e per chiunque saprà dare una mano a ricostruire. Pensare ai suoi Muri mi fa venire in mente che quello che davvero ci manca sono le storie che quei muri raccontano, e che solo chi li ha abitati può ascoltare e capire fino in fondo.

E mi commuove come un raggio di sole tra la polvere.

 

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